domenica 31 maggio 2009

  1. Berlusconi: “Non ho mai avuto relazioni piccanti con minorenni”

    [El País]

    Il Governo italiano sostiene che la stampa internazionale è “disonesta”

    Silvio Berlusconi ammette solo una domanda sul caso Noemi. “Presidente, ha mai avuto relazioni diciamo piccanti, o più che piccanti, con una minorenne? La risposta è: no, assolutamente no”. Parlando durante un’intervista televisiva il primo ministro italiano ieri ha provato ad ammorbidire minimizzare la telenovela che lo vede protagonista e ha giurato “sui suoi figli” che non ha avuto relazioni sessuali con minorenni. Per rafforzare la negazione ha aggiunto che, se lo avesse fatto, “mi sarei dimesso un minuto dopo?”.

    Alla frase, pronunciata di fronte ad un’assemblea di commercianti, la Confesercenti, sono suguite nuove invettive contro giudici e giornalisti, che sono state accolte da un vociare. Quando li ha sentiti, Berlusconi ha detto: “Siete solo quattro o cinque, percentualmente irrilevanti. Domani diranno che sono stato contestato”.
    Dopo gli editoriali critici di vari giornali europei, dal Financial Times a El País, Berlusconi ha affermato: “Sono al soldo della sinistra”.

La stagista di papi

Berlusconi costretto ad una campagna elettorale all’insegna della discrezione
Articolo di Politica interna, pubblicato martedì 26 maggio 2009 in Francia.

[Le Monde]

Dall’inizio delle sue disavventure coniugali, Silvio Berlusconi si tiene in disparte dalla campagna per le elezioni europee e locali del 7 giugno. Sulla sua agenda per ora c’è solo un incontro: il 4 giugno a Milano.
Capolista nelle cinque circoscrizioni elettorali italiane, il capo del governo non aveva abituato i suoi compatrioti a tanta discrezione. Da un anno, è entrato due volte in campagna elettorale, in Abruzzo e in Sardegna, per sostenere i candidati del suo partito. Quando si faceva notare ai suoi consiglieri che questo coinvolgimento poteva essere pericoloso, la risposta echeggiava, sempre la stessa: “Non può fare altrimenti. La lotta è nella sua natura”.
Il presidente del Consiglio ha condito lo scrutinio del 7 giugno con abbastanza sfide da giustificare un suo ulteriore coinvolgimento: superare il 50% di voti a favore del suo partito, il Popolo della libertà (PDL), e raccogliere almeno 4 milioni di preferenze, trasformando il voto in plebiscito personale – in Italia, il voto preferenziale permette all’elettore di favorire i candidati di sua scelta nelle liste che gli sono presentate.

“Incrinatura”

Ma questo succedeva prima.. Prima della vicenda Noemi Letizia, la giovane diciottenne alla cui festa di compleanno (Berlusconi, N.d.T.) ha partecipato, provocando la domanda di divorzio da parte della moglie. Tutto questo avveniva prima che il quotidiano di centro sinistra La Repubblica decidesse di pubblicare “dieci domande” alle quali Berlusconi rifiuta di rispondere.
Queste domande, che sono state ormai tradotte in inglese sul sito del giornale, sono il risultato delle dichiarazioni contraddittorie dei vari protagonisti della vicenda. Esempi: “Come ha conosciuto il padre di Noemi?”; “Come ha conosciuto la ragazza e quante volte l’ha vista?”; “È vero che le ha promesso di favorire la sua carriera?”; “Quali sono le sue condizioni di salute”?”
Dal 16 maggio, il giornale ripubblica quotidianamente le domande. I suoi giornalisti le pongono in conferenza stampa, attirandosi le ire di Berlusconi, che sogna di far tacere il quotidiano, ma nell’indifferenza degli altri grandi titoli della Penisola. “Non capiscono che attaccando la Repubblica, è tutta la stampa ad essere messa in causa”, spiega Ezio Mauro, il direttore del quotidiano fondato nel 1976.
Per il presidente del Consiglio e i suoi consiglieri, La Repubblica sarebbe entrata “in campagna contro Berlusconi”. “Falso”, controbatte Mauro. Le spiegazioni date da Berlusconi sono contraddittorie. Questo lascia spazio all’investigazione. Questo sorprende solo in Italia, ma sembra essere normale all’estero. La stampa è libera e noi non facciamo altro se non il nostro dovere in un paese dove “l’agora moderna” (le televisioni) è controllata dal potere”.
A differenza del Daily Telegraph, che fa vacillare Gordon Brown in Gran Bretagna, le inchieste de La Repubblica stentano a far tremare il potere. Ezio Mauro riconosce tuttavia che “ormai, una crepa si è aperta nel rapporto tra Berlusconi e gli Italiani”. “La stampa mi diffama, mi spiegherò, ha dichiarato il capo del governo sulla rete televisiva americana CNN, e ancora una volta avrò con me tutti gli italiani”.
“L’incrinatura” sarà sufficiente per spingere il capo del governo, grande amante dei bagni di folla, a tenersi a distanza dal campo e favorire piuttosto gli interventi televisivi? Persone a lui vicine assicurano che questa strategia è stata messa a punto ben prima dell’apparizione di Noemi Letizia. “Il 50% della sua agenda è dedicata alla preparazione del G8 di giugno. Ma tornerà sul campo”, assicurano, senza anticipare date.

[Articolo originale " Berlusconi est contraint à une campagne discrète" di Philippe Ridet]

berlin demo

berlin 1 may

Bagno di folla e fischi per Berlusconii Niente comizio e due manifestanti fermati Cambio di programma per il premier. I deputati del Pd sul fermo temp

Con la Polizia ci sono stati anche dei tafferugli. Alle 18 in corso Cavour un alto dirigente della Prefettura ha messo le mani in faccia a un manifestante con la maglietta dei supporter di Michele Emiliano e lo ha fatto allontanare: stavano organizzando un mini corto dal Petruzzelli senza però avere le autorizzazioni. E’ andata peggio invece a Michele Fiorentino. «Stava filmando con il suo telefonino - racconta il parlamentare del Pd, Cinzia Capano - due poliziotti che spintonavano un manifestante e lo hanno portato in Questura». «Una situazione assurda» rincara l’europarlamentare democratico, Enzo Lavarra mentre il deputato barese Dario Ginefra è subito corso in Questura per vedere come stessero i ragazzi: «Uno ha ammesso la resistenza al pubblico ufficiale, ma aveva l’orecchio tutto rosso e mi ha raccontato che alcuni poliziotti lo avessero preso a schiaffi. L’altro - continua Ginefra - e cioè quello del telefonino, invece era stato già rilasciato non prima però di avergli fatto cancellare il video. Quello che è accaduto descrive un clima inaccettabile, per questo abbiamo chiesto al Questore un'indagine amministrativa per cogliere ogni eventuale responsabilità>.
I 72 eurodeputati “fannulloni” di Strasburgo
Articolo di Politica estera, pubblicato giovedì 28 maggio 2009 in Francia.

[Le Figaro]

I deputati italiani battono tutti i records nella capitale dell’Alsazia: sono i più pagati, i meno presenti e i più distratti.

Secondo Jas Gawronsky, eurodeputato italiano (PPE) per cinque legislature, un terzo dei suoi colleghi “sono dei fannulloni che farebbero meglio a non farsi eleggere”: “Non seguono i lavori, non capiscono niente e compromettono l’immagine dell’istituzione. Molti di loro viaggiano a spese dei contribuenti per scopi privati”.

Fino a quest’anno lo stipendio annuale di un eurodeputato italiano arrivava fino a 150.000 euro lordi. Contro gli 84.000 di un deputato tedesco o britannico, 63.000 di un francese. A questi si aggiungono i rimborsi per le spese di viaggio, di segreteria, di alloggio, di telefono, assunzione di assistenti parlamentari e altro: tra stipendi e rimborsi spese alcuni parlamentari percepirebbero 40.000 euro al mese.

Una perdita netta del 40%

Questa situazione dovrebbe cambiare con la nuova legislatura. Gli stipendi saranno uniformati. Cosa che si tradurrà in una perdita netta dell’ordine del 40% per gli Italiani. Le spese saranno rimborsate solo se con ricevute.

Gli Italiani non brillano neanche per assiduità. Secondo l’Università di Duisburg, il tasso di presenza raggiunge il 69%. Fanno meglio i Francesi con l’ 82% e i Belgi con il 90%. L’ex leader comunista Achille Occhetto, eletto nel 2004, non ci ha mai messo piede. Sarà probabilmente anche il caso di Berlusconi.

Un buon terzo dei deputati che vengono a Strasburgo non partecipa attivamente ai lavori. Durante l’attuale legislatura, 61 dei 78 deputati uscenti non hanno presentato alcuna proposta di legge e 17 non hanno mai preso la parola. Secondo il settimanale L’Espresso, il più assiduo, con il 97,2% di presenza, è stato il deputato della SVP sud-tirolese Sepp Kusstatscher. Per quanto la cosa non lo renda più famoso .

Altra pratica condannabile: prendere Stasburgo per una zona di transito. La metà degli eurodeputati italiani del 2004 ha fatto i bagagli per partecipare alle elezioni del 2006 e del 2008 in Italia. È il tasso d’abbandono più elevato dell’Assemblea. I francesi, con undici defezioni, arrivano secondi. In compenso, 92 eletti tedeschi su 99 e 74 dei 78 Britannici sono rimasti fedeli al loro mandato europeo.

Almeno questi parlamentari rinunciano ai vantaggi legati ai contributi pensionistici. Come il giornalista Michele Santoro, soprannominato l’UFO di Strasburgo. Appena reintegrato dalla RAI ha lasciato l’Emiciclo. Lilli Gruber, famosa presentatrice televisiva, eletta nel 2004, è stata la più perseverante. È dopo ben quattro anni di mandato che ha deciso di mettere fine alla sua esperienza di “giornalista prestata alla politica” per assumere la direzione di una trasmissione di attualità su una rete privata italiana.

[Articolo originale "Les 72 eurodéputés «fainéants» de Strasbourg" di Richard Heuzé]

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