
Lo scorso mese, Paola Zanuttini, una giornalista de la Repubblica, quotidiano progressista romano, ha intervistato Philip Roth sul suo ultimo romanzo, L’umiliazione, che recentemente è stato pubblicato in italiano. “Abbiamo avuto una conversazione vivace ed acuta in merito al mio racconto” ha detto Roth. Il botta e risposta è stato pubblicato il 26 febbraio scorso; in copertina del magazine settimanale Il Venerdì di Repubblica una foto in primo piano di un Roth dallo sguardo fiero, e il titolo “Io e il sesso”. La Zanuttini si è soffermata sulla relazione dei protagonisti di Roth, in fase di invecchiamento, con amanti di molti anni più giovani, sulla risposta femminista di queste agli uomini, sui matrimoni e le storie d’amore dello scrittore stesso. “Le sue descrizioni del sesso sono spietate” ha asserito la giornalista. “Spietate?” ha controbattuto Roth. La giornalista ha chiarito: “Descrivono le cose così come sono, nude e crude.” “Sono lieto di sentire che riesco ancora ad essere scandaloso” ha dichiarato lui, “Pensavo di aver perso il tocco magico”.
Ma il vero scandalo rivelato dall’intervista è stato rivelato alla fine, quando Zanuttini ha chiesto a Roth come mai si era detto così “deluso” da Obama. La giornalista ha tradotto, ad alta voce, delle frasi a lui attribuite in un articolo scritto da un giornalista freelance, Tommaso Debenedetti, pubblicato lo scorso novembre da Libero, un periodico particolarmente schierato a favore di Silvio Berlusconi, il Presidente del Consiglio italiano (che è coinvolto in scandali con donne molto più giovani di lui). “Da quest a intervista traspare che lei lo trova antipatico, vacillante, e assorbito dal meccanismo del potere” ha detto la Zanuttini. ”Ma non ho mai detto nulla del genere!” ha obiettato Roth, “È esattamente l’opposto di quello che penso. Obama, secondo me, è fantastico”. Non aveva mai sentito parlare di Debenedetti, o di Libero. L’intervista, con il suo giudizio amaro sulla banalità di Obama, sul suo fallimento, sulla sua vuota retorica di speranza e cambiamento, era una totale invenzione.
“C’è da chiedersi cosa pensava di ottenere quel tipo” ha concluso Roth “La migliore spiegazione che posso trovare è che questo oscuro freelance puntava sulla tattica di vendere articoli attribuendo sentimenti anti-obamiani a famosi scrittori americani. Una buona trovata, e probabilmente si è divertito. Ma non riesco ad immaginare cosa farà ora, sicuramente la sua carriera è finita”.
Nonostante Roth e Grisham non si siano mai conosciuti, hanno unito le forze attraverso i loro agenti e hanno contattato un avvocato italiano, che ha intuito di avere un buon caso per le mani. “Sto valutanto tutte le opzioni” ha dichiarato Grisham “con l’idea di dare avvio ad una causa legale”. Ma Roth ha deciso di non sporgere denuncia “Ci vorrebbero due anni, e un sacco di viaggi fino in Italia” ha commentato “Mi distrarrebbe dallo scrivere e, cosa ancora peggiore, ne sarei ossessionato”. Alla domanda se pensava che Debenedetti fosse un nuovo aspirante Moishe Pipik, l’alter-ego nel romanzo di Roth “Operazione Shylock” che è personificazione del carattere stesso di Roth, ha dichiarato: “No, quella era letteratura, qui si tratta semplicemente di vita, e certamente me la sono cavata meglio io con la contraffazione”.

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