domenica 14 giugno 2009

giovedì 11 giugno 2009


Gheddafi a Roma.....


"Allah e' grande gheddafi il suo profeta..."




cccp fedeli alla linea



Il partitismo è l'aborto della democrazia. Se il popolo italiano me lo chiedesse, io darei il potere al popolo italiano, annullerei i partiti".
"Quale differenza c'è tra l'attacco degli americani nel 1986 contro le nostre case e le azioni terroristiche di Bin Laden?"

Gheddafi: "Usa come Bin Laden
Partitismo aborto della democrazia"


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Ci sono un paio di episodi che servono a far comprendere l’odio per il colonialismo di Gheddafi e il suo oltanzismo nel richiedere la riparazione dei danni di guerra provocati dall’Italia. Il primo lo riguarda direttamente: è l’esplosione di un residuato bellico, una mina - quasi sicuramente italiana - a Sirte che uccise due suoi fratelli e lo ferì gravemente. Il secondo - più recente - è del 2003 - avvenne quando Gheddafi mostrò a un Berlusconi, molto impacciato, le foto di insorti libici impiccati dai conquistatori italiani.
La questione dei danni di guerra si trascina da decine di anni e sembra aver trovato soluzione solo con l’entrata in vigore del «Trattato di amicizia e collaborazione» firmato il 30 agosto del 2008, preparato dal governo Prodi. Con il Trattato l’Italia si è impegnata a pagare 5 miliardi di dollari in 25 anni come risarcimento per il passato coloniale. E a costruire una autostrada da Bengasi a Tripoli, con possibile prolungamento fino all’Egitto e alla Tunisia: una buona occasione di lavoro per le molte imprese italiane che operano nel settore delle infrastrutture. Gli stessi accordi prevedevano per l’Eni (i cui primi contatti con la Libia furono avviati da Mattei nel 1957) un prolungamento delle concessioni in Libia per altri 25 anni.
L’Italia è il primo partner commerciale (almeno fino a tutto il 2007) della Libia. Ovviamente il saldo dell’interscambio è fortemente sbilanciato a favore di Tripoli ed è in crescita soprattutto in questi ultimi anni per il forte aumento delle quotazioni del petrolio e del gas. Il deficit italiano che era di 11,253 miliardi di di euro nel 2006 è stato di oltre un miliardo nel 2007, mentre nel primo semestre 2008 è balzato a 7,540 miliardi. Da tenere presente che le esportazioni di petrolio e gas naturale rappresentano per la Libia il 95% dell’export totale. Nonostante il forte passivo, nei primi 6 mesi dello scorso anno l’export italiano ha registrato una forte crescita (+49,4% contro il 39% delle importazioni da Tripoli).
La Libia non sembra conoscere la crisi economica globale: tra il 2008 e il 2012 - secondo il piano quinquennale è prevista una crescita media annua del Pil dell’8,6% annuo e la discesa del prezzo del petrolio non sta influendo più di tanto sui programmi di sviluppo del paese. Che, dopo la normalizzazione delle relazioni diplomatiche con gli Usa e la Ue, è diventato estremamente appetibile per gli investitori stranieri. Soprattutto nel settore degli idrocarburi, delle infrastrutture, ma anche in quello bancario. Questo significa che l’Italia - che per anni è stato interlocutore privilegiato - si fa minacciosa la concorrenza. Ma in questo momento l’Italia è ben coperta.
Secondo l’ultimo rapporto (è del maggio scorso) dell’Ufficio di Tripoli dell’Ice la presenza italiana in Libia è fatta di 101 aziende. E il piatto è molto ricco: l’ultimo piano quinquennale destina 35 miliardi di dollari per attivare investimenti nei settori non petroliferi. Quindi non solo petrolio. Non a caso sono molte le imprese italiane che vorrebbero partecipare all’ammodernamento dei porti. Della flotta da pesca e mercantili; delle strutture turistiche (compresi i siti archeologici importantissimi e i 14 musei che si vogliono ristrutturare o creare ex novo). Altri settori di grandi investimenti sono quello dei trasporti (è prevista una linea ferroviaria parallela all’autostrada) e delle telecomunicazioni perché - scrive l’Ice - «le linee telefoniche sono spesso intasate». Insomma, c’è una rete sottostrutturata.
tratto dal manifesto intesa Italia-Libia">
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lunedì 8 giugno 2009

domenica 7 giugno 2009



la Brambilla, oramai troppo vecchia per i festini a villa Certosa, fa il saluto fascista alla festa dei carabinieri a Lecco
Come arma i Carabinieri hanno combattuto in ogni conflitto nel quale l'Italia sia stata coinvolta, riportando molte perdite in termini di vite umane e componendo un imponente medagliere per atti eroici compiuti in ogni parte del mondo. I Carabinieri sono particolarmente orgogliosi della memoria del vice brigadiere Salvo D'Acquisto, che morì a Palidoro, vicino a Roma, durante la seconda guerra mondiale, ucciso dai tedeschi per rappresaglia dopo essersi autoaccusato per salvare 22 condannati a morte.

"La cosa Berlusconi" di JOSÉ SARAMAGO


La cosa Berlusconi


[El País]

Non vedo che altro nome gli potrei dare. Una cosa che assomiglia pericolosamente a un essere umano, una cosa che dà feste, organizza orge e comanda in un paese chiamato Italia. Questa cosa, questa malattia, questo virus minaccia di essere la causa della morte morale del paese di Verdi se un conato di vomito profondo non riuscirà a strapparlo dalla coscienza degli italiani prima che il veleno finisca per corrompere le loro vene e per squassare il cuore di una delle più ricche culture europee.

I valori fondamentali della convivenza umana sono calpestati tutti i giorni dai piedi appiccicosi della cosa Berlusconi che, tra i suoi molteplici talenti, ha un’abilità funambolica per abusare delle parole, sconvolgendone l’intenzione e il senso, come nel caso del Polo della Libertà, come si chiama il partito con il quale ha preso d’assalto il potere. L’ho chiamato delinquente, questa cosa, e non me ne pento. Per ragioni di natura semantica e sociale che altri potranno spiegare meglio di me, il termine delinquente ha in Italia una valenza negativa molto più forte che in qualsiasi altra lingua parlata in Europa.

Per tradurre in forma chiara ed efficace ciò che penso della cosa Berlusconi utilizzo il termine nell’accezione che la lingua di Dante gli dà abitualmente, sebbene si possa avanzare più di un dubbio che Dante qualche volta lo abbia usato. Delinquere, nel mio portoghese, significa, secondo i dizionari e la pratica corrente della comunicazione, “atto di commettere delitti, disobbedire alle leggi o ai precetti morali”.

La definizione combacia con la cosa Berlusconi senza una piega, senza un tirante, fino al punto da assomigliare più a una seconda pelle che ai vestiti che si mette addosso. Da anni la cosa Berlusconi commette delitti di varia, ma sempre dimostrata, gravità. Per colmo, non è che disobbedisca alle leggi, ma, peggio ancora, le fa fabbricare a salvaguardia dei suoi interessi pubblici e privati, di politico, imprenditore e accompagnatore di minorenni, e in quanto ai precetti morali non vale neppure la pena parlarne, non c’è chi non sappia in Italia e nel mondo intero che la cosa Berlusconi da molto tempo è caduta nella più completa abiezione.

Questo è il primo ministro italiano, questa è la cosa che il popolo italiano ha eletto due volte per servirgli da modello, questo è il cammino verso la rovina a cui vengono trascinati i valori di libertà e dignità che permearono la musica di Verdi e l’azione politica di Garibaldi, coloro che fecero dell’Italia del secolo XIX, durante la lotta per l’unità, una guida spirituale dell’Europa e degli europei. Questo è ciò che la cosa Berlusconi vuole gettare nel bidone della spazzatura della Storia. Gli italiani, alla fine, lo permetteranno?

[Articolo originale "La cosa Berlusconi" di JOSÉ SARAMAGO]

giovedì 4 giugno 2009

El Pais VS Berlusconi



El País è un quotidiano spagnolo. Con una media di 457.675 copie giornaliere è il periodico non sportivo a maggior diffusione in Spagna. Secondo l'Estudio General de Medios del 2005
conterebbe circa 2,1 milioni di lettori

secondo l' ambasciatore italiano Pasquale Terraciano,
il quotidiano seguirebbe una linea
anti-italiana

El País esce in 3 edizioni: quella spagnola, la principale (con pagine dedicate alle regioni), quella europea (in spagnolo), e la versione internazionale in inglese.

Nel 1989, El País ha avviato collaborazioni con altri giornali europei. Partecipa ad una rete di risorse comuni con la Repubblica (Italia) e Le Monde (Francia). Dall'ottobre 2001, un supplemento anglofono di El País è incluso nella versione spagnola dell'International Herald Tribune.

Il 4 maggio 2004, il New York Times ha annunciato l'uscita dell'inserto settimanale New York Times International Weekly all'interno di El País e di altre testate europee.

pubblico qui un bellissimo articolo di El Pais tradotto dall'impagabile sito L'italia dall'estero


La vita meno dolce di Dolce & Gabbana

[El País]

Appena una settimana fa, Domenico Dolce e Stefano Gabbana celebravano da allegri padroni di casa il loro tradizionale party a Cannes, uno dei più chic del festival, nello stile della dolce vita che tanto piace ai due stilisti. Ma la loro sorte potrebbe vedersi stroncata dalla bufera fiscale che li minaccia in Italia.

Secondo ciò che rivela il Giornale, quotidiano della famiglia Berlusconi, la Guardia di Finanza ha mandato all’Agenzia delle entrate un rapporto sul complesso tessuto finanziario della società Dolce & Gabbana, capace di nascondere al fisco il suoi reali guadagni. L’opacità di questo sistema avrebbe causato una multa storica di 800 milioni di euro, divisa in parti uguali tra i due. Finora sono pochi i mezzi di comunicazione italiani che hanno trasmesso la notizia, forse perché sanno che Dolce e Gabbana non sono soliti reagire bene a questo genere di esposizione mediatica.

Lo scorso anno, secondo quanto ricorda il Giornale, minacciarono di togliere la pubblicità ai quotidiani che avano pubblicato la notizia dell’ispezione fiscale alla quale erano sottoposti, ciononostante la notizia si diffuse e il Fisco finì per sanzionare la società con 90 milioni di euro.

Nel 2004, il sistema di diritti della firma viene trasferito ad una sofisticata catena di società e l’azienda madre del gruppo viene portata in Lussemburgo, dove controlla il 100% di un’altra società, la Ga.Do., nel cui consiglio di amministrazione ci sono il fratello e la sorella di Domenico Dolce, Alfonso e Dorotea e la direttrice finanziaria, Cristiana Ruella. A partire da quel momento il denaro delle royalties - una somma molto alta se pensiamo che la firma ha fatturato nel 2008 più di 1.260 milioni di euro - non è più sottoposto al controllo fiscale italiano e passa in mani lussemburghesi. Nonostante questo, come sostiene l’inchiesta, il cuore e la testa della holding D&G restano in Italia.

[Articolo originale "La vida menos dulce de Dolce & Gabbana" di MÓNICA ANDRADE]

mercoledì 3 giugno 2009

La Süddeutsche Zeitung


il cantante ex parcheggiatore,menestrello di corte Mariano Apicella mentre sbarca da un aereo di Stato

La Süddeutsche Zeitung è uno dei più importanti quotidiani tedeschi. Viene stampato a Monaco di Baviera dal 1945 ed è vicino alle posizioni della sinistra. Vende circa 440 000 copie al giorno.
Del caso Berlusconi si occupa la Sueddeutsche Zeitung
"Per anni il politico populista di destra non ha mai temuto di sfruttare la sua vita personale al servizio del suo potere e del suo ego. Per questo appare oggi grottesco che egli combatta contro i fotografi... quanto può essere privato un politico che con tanto amore si denuda e mette in scena se stesso davanti al popolo? La risposta è semplice: non può esserlo."
"Chi si mette sul mercato con ogni mezzo e si espone in spettacolo così volentieri - continua la SZ - ha spostato da solo pesi e misure. Chi confonde vino, donne e canzoni con le public relations di un governo non può aspettarsi di essere un giorno onorato nel Pantheon con un busto come statista... in Italia il dibattito è serio come fu su Clinton negli Usa: il capo del governo mente? ... e così il presidente del Consiglio così vicino agli show e alle showgirl alla fine è riuscito a ricordare un vecchio slogan del Sessantotto: il privato è politico".

martedì 2 giugno 2009

street art in berlin mitte





autori sconosciuti

Mitte ("centro") è il primo distretto (Bezirk) di Berlino.

Ha una superficie di 39,5 km² e una popolazione di 326.291 abitanti.


Lisa Santarelli "...a due passi da me"


Nata a Ravenna
dal 2001 lavora e vive a berlino
pubblicazioni
"The Sonic Blog" - art photography & more, April 2008
"Photography now"- Journal für Fotografie und Videokunst, April 2007
"Exberliner"- Art Crawl, May 2007
"The >bmm Awards Issue"- Young Arts Award, November 2006
"Artkey, Teknemedia", March 2005
"Daemon Magazine" - Progetto Iceberg, 2005

2007 “A due passi da me, Piangipane“, Salon für Zeitgenössische Fotokunst, Berlin, Germany
2000 “Andamento“, Galleria Il Graffio, Bologna, Italy


"Religione o altra materia?"

fonte repubblica
il papa Ratzinger giovane nazista

Professore sospeso per due mesi

chiese:
religione
o altra materia?

Prof sospeso dall'insegnamento per due mesi. Motivo? Ha chiesto ai propri alunni quanti avrebbero scelto l'ora di religione se la scuola avesse programmato anche una materia alternativa. Alberto Marani, docente di Matematica e Fisica (esponente dei Cobas della scuola) presso il liceo scientifico Righi di Cesena, per avere "osato chiedere" dallo scorso 20 maggio è stato allontanato dai propri alunni e rimarrà senza stipendio per due mesi. Riceverà il sussidio previsto i questi casi, pari a circa 600 euro mensili.
Il risultato del questionario era stato effettivamente sorprendente: appena l'11 per cento dei ragazzi avrebbe scelto la religione. La stragrande maggioranza avrebbe optato per lo studio della storia delle religioni (il 24 per cento) e soprattutto per quello dei diritti umani (il 65 per cento). Fatto che ha anche indotto il Collegio dei docenti a deliberare "di offrire agli studenti la materia alternativa". Ma non tutti erano d'accordo. Gli insegnanti di religione cattolica hanno lamentato all'Ufficio scolastico regionale che Marani "avrebbe offeso, con quel questionario, il collega di religione". E' scattata così la sanzione, "inaudita e pesantissima", denunciano i Cobas.

Saramago censurato in Italia




Casa editrice di Berlusconi censura un libro di Saramago in Italia

[O Globo]

RIO - La casa editrice Einaudi, di proprietà del primo ministro italiano Silvio Berlusconi, ha censurato l’ultimo libro del premio Nobel per la Letteratura José Saramago perché contiene critiche contro “il Cavaliere”. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, in due saggi pubblicati nel libro “El Cuaderno”, che raccoglie articoli postati dallo scrittore nel suo blog negli ultimi sei mesi, Saramago definisce Berlusconi “un delinquente”.

“Ma nella terra della mafia e della camorra, che importanza può avere il fatto provato che il primo ministro sia un delinquente?” scrive il premio Nobel, 87 anni, nell’articolo intitolato “Berlusconi & Co”. “In una terra dove la Giustizia non ha mai goduto di buona reputazione, che male c’è se il primo ministro riesce a far approvare una legge in sintonia con i propri interessi, per proteggersi contro qualsiasi tentativo di punire le sue trasgressioni e i suoi abusi di potere”.

Ma le critiche a Berlusconi compaiono in altri testi del premiato scrittore. In un altro articolo, intitolato “Che fare con gli italiani?” Saramago dice: “Riconosco che la domanda potrà suonare offensiva a un orecchio sensibile. Che cosa succede insomma? Un cittadino comune si rivolge a un intero popolo chiedendo in cambio un voto che, per grande gioia di una maggioranza di destra ogni giorno più insolente, ha finito per rendere Berlusconi il padrone e signore assoluto dell’Italia e della coscienza di milioni di Italiani?”.

Saramago ha cominciato a scrivere sul suo blog nel settembre del 2008, con “Parole per una città”, una lettera d’amore a Lisbona. In seguito ha scritto più di 100 articoli, pensieri e opinioni sull’attualità potica internazionale. A parte Berlusconi, altri politici come Barack Obama, attuale presidente degli USA, Nicolas Sarkozy, leader francese e l’ex presidente degli USA George W. Bush, sono stati citati da Saramago.

[Articolo originale "Editora de Berlusconi censura livro de Saramago na Itália"]

ANDREA FIORITO


Andrea Fiorito dj e producer Bari Berlin
discografia:incastri ep/ moderato mystico/heimat 35/la balada tzigana/a night in berlin
http://www.deejay.de/ErrorPage_404.aspx?404;http://www.deejay.de:80/andrea_fiorito__456531&AspxAutoDetectCookieSupport=1

"House aus Bari. Mjam. "Boti World" rockt mit shufflendem Groove, fast zierlichem Funk und einem ziemlich angekratzt schrägen Saxophon mitten in eine sehr abstrakte Jazzwelt hinein, "Betty Loop" flirrt mit Piano und Kontrabass, der süsslich zuckrig verwässerten Stimme von Amelia Saul und wird einfach immer trällernder in seinem Kleinmädchenglück. House wird auf Cynosure von Release zu Release immer wichtiger. Gut so."dal 2007 vive le lavora tra Berlino e Bari

BERLINO - Il cadavere di Rosa Luxemburg è stato scoperto nell'obitorio dell'ospedale Charité di Berlino.



"Lo rivela Der Spiegel che cita il primario del reparto di medicina legale, Michael Tsokos.Una serie di elementi fanno pensare che si tratti proprio dei resti della fondatrice del partito comunista tedesco assassinata tra il 15 e il 16 gennaio 1919 mentre veniva trasferita in carcere. Il cadavere fu gettato in un canale, da cui furono successivamente ripescati dei resti identificati come quelli della Luxemburg e a cui fu data sepoltura. Il medico ha spiegato che il corpo - privo di testa, mani e piedi - è di una donna annegata che presenta fortissime somiglianze con la pasionaria del marxismo, che soffriva fin dalla nascita di una malformazione del femore che la rendeva leggermente claudicante."
Rosa Luxemburg nacque a Zamość nel Voivodato di Lublino, ora in Polonia, da una famiglia ebraicaNel 1897 ottenne la cittadinanza tedesca e l'anno successivo si iscrisse al Partito Socialdemocratico Tedesco (SPD). Questo era allora, e fu fino al 1914, il più forte partito socialista d'Europa ed il suo segretario Karl Kautsky era considerato l'erede ed il continuatore di Marx ed Engels, il detentore ed il custode della autentica dottrina marxista, del marxismo più "puro" ed ortodosso.

Fece parte del fronte pacifista all'inizio della prima guerra mondiale e assieme a Karl Liebknecht, nel 1915, creò il Gruppo Internazionale, che sarebbe diventato in seguito la Lega Spartachista. Questa fece parte in un primo tempo del Partito Socialdemocratico e poi del Partito Socialdemocratico Indipendente, prima di divenire il nucleo del Partito Comunista di Germania.

Il 28 giugno 1916 la Luxemburg, assieme a Karl Liebknecht, venne arrestata dopo il fallimento di uno sciopero internazionale e condannata a due anni di reclusione. Durante questo periodo scrisse diversi articoli, compreso La Rivoluzione Russa, che fa riferimento al pericolo di una dittatura bolscevica in Russia, e anche il cosiddetto «Pamphlet Junius», che contiene la nota espressione socialismo o barbarie, che sta ad indicare che in futuro gli unici esiti possibili saranno l'instaurazione della società socialista o la barbarie.

Schlesische Straße 16, Ecke Cuvrystraße, 10997 Berlin


Schlesische Straße

mischliska in der schlesischen

Super Kneipe mit Rock´n Roll Flair in Berlin Kreuzberg. Kundenzitat: "Tolle Atmosphäre mit ägyptischem Touch, total nette Bedienung und mehr als leckere Burger! Ein Herz für Rock´n Roll Musik und deftiges Essen. Eine meiner Lieblingsadressen."
http://www.diefabrik.com/
http://www.blublu.org/blog/
http://www.youtube.com/watch?v=dj_m3IaoTYg&feature=channel_page

Oranienstrasse


http://www.so36.de/ http://de.wikipedia.org/wiki/Erster_Mai_in_Kreuzberg

Im Jahr 1989 versuchte der erste rot-grüne Senat in Berlin, den 1. Mai durch politische und polizeiliche Zurückhaltung zu entschärfen. Sowohl die umstrittene EbLT als auch die politische Abteilung der Staatsanwaltschaft waren im Vorfeld aufgelöst worden. Allerdings war die Stimmung innerhalb der linksradikalen Bewegung durch den Hungerstreik der Gefangenen der RAF und die Festnahme zweier Berliner wegen des Vorwurfs der Mitgliedschaft in der militanten Frauengruppe Die Amazonen aufgeheizt. Außerdem wurde eine grundsätzliche Ablehnung eines „rot-grün verwalteten Staatsapparates“ betont. Bereits in der Nacht zum ersten Mai wurden ein Gebäude in der Oranienstraße 192 besetzt und zwei Geschäfte geplündert. Dabei kam es zu Wasserwerfer-Einsätzen der Polizei sowie 16 Festnahmen. Die Polizei erklärte allerdings, das besetzte Haus vorerst nicht zu räumen. An der Revolutionären 1.-Mai-Demonstration am nächsten Tag nahmen etwa 10.000 Menschen teil. Die Polizei verhielt sich während der Demonstration sehr zurückhaltend. Selbst nachdem aus der Demonstration heraus mehrere Erotikshops zerstört, ein Supermarkt geplündert, ein Müllcontainer angezündet und ein weiteres Kaufhaus geplündert wurden, beschränkte sich die Polizei auf ein massives Spalier.

Nachdem die Demonstration beendet war und die Teilnehmer sich in großer Zahl zum Straßenfest auf dem Lausitzer Platz bewegten, kam es auch dort zu Zusammenstößen. Zunächst hielt sich die Polizei zurück und bat nur per Lautsprecheransage, den Bewurf mit Steinen einzustellen, räumte dann allerdings das Straßenfest unter Einsatz von Tränengas und Wasserwerfern. Die Intensität der sich anschließenden Randale überstieg selbst die des 1. Mai 1987. Schätzungen sprachen im Anschluss von über 1.500 Personen, die sich an den Ausschreitungen beteiligt haben sollen. Zeitweise waren selbst größere Polizeieinheiten eingeschlossen, die sich gezwungen sahen, selber mit Steinen zu werfen, da sie sonst, nach eigener Aussage, nur noch hätten schießen können. Im Gegensatz zu den beiden Vorjahren richtete sich die Gewalt kaum gegen Geschäfte, sondern gezielt gegen die Polizei. Von den 1.600 eingesetzten Polizisten wurden 346 verletzt. Der Sachschaden wurde auf 1,5 Millionen DM geschätzt. Allein der Schaden an 154 Fahrzeugen der Polizei betrug 530.000 DM. Am nächsten Tag titelte die B.Z.: „Beirut??? Nein, das ist Berlin!“[1]

Innerhalb der autonomen Bewegung wurden die Ereignisse im Anschluss kontrovers diskutiert und zum Teil auch kritisiert. Es wurden der Bruch zu liberaleren Linken, der Sinn der Ausschreitungen und die Frage, ob diese noch politisch steuerbar seien oder ob es sich allein um sich austobende „Männergewalt“ handle, thematisiert. Am 10. Mai organisierte die Gewerkschaft der Polizei eine Demonstration gegen Innensenator Erich Pätzolds Strategie der Deeskalation und die Gewalt am 1. Mai. Später wurde bekannt, dass vor allem der den REPs nahestehende Polizeiführer Ernst bewusst nachlässig gehandelt hatte, um Pätzold und seine Deeskalationsstrategie zu diskreditieren.

http://www.reclaimyourcity.net/news/news.php



http://www.reclaimyourcity.net/news/news.php

Il Landwehrkanal è un canale artificiale navigabile di Berlino. Nel suo percorso attraversa, o lambisce, i quartieri di Treptow, Kreuzberg, Neukölln, Tiergarten e Charlottenburg.

Fu costruito dal 1845 al 1850 per evitare al trasporto merci l'attraversamento della città di Berlino, allora chiusa nel suo muro doganale (Akzisemauer).



Neukölln si trova a sud del centro cittadino. È lambito a nord dal Landwehrkanal ed attraversato nella sua parte orientale dal Neuköllner Schifffahrtskanal.

Procedendo da nord in senso orario, Neukölln confina con i quartieri di Kreuzberg, Alt-Treptow, Plänterwald, Baumschulenweg, Britz e Tempelhof.

Neukölln pertò fino al 1912 il nome Rixdorf; ottenne il titolo di città nel 1898.

Berlusconi prepara il contrattacco Articolo di Personaggi d'Italia, pubblicato mercoledì 27 maggio 2009 in Spagna. [El País]

Il ‘caso Noemi’ e la sentenza Mills mettono il premier alle corde - I vescovi criticano la politica economica e migratoria del Governo italiano

I sondaggi dicono che vincerà alla grande le elezioni di giugno, ma Silvio Berlusconi sta attraversando il momento più duro della legislatura ed uno dei più difficili dei suoi 15 anni di carriera politica. In poche settimane l’euforia ha lasciato il posto alla rabbia e alla depressione. Contestato addirittura dai tifosi del Milan, il primo ministro italiano ha sospeso le attività elettorali ed annuncia un contrattacco per recuperare l’iniziativa. Racconterà tutta la verità sul caso Noemi, la giovane napoletana che lo chiama “papi”. “Sarà un boomerang per chi mi accusa”, ha dichiarato.

Le critiche continuano ad accumularsi e, in soli due giorni, la Chiesa cattolica, finora sua fedele alleata, ha criticato la politica economica e migratoria del Governo ed ha rimproverato, discretamente e senza nominarlo, il comportamento personale di Silvio Berlusconi, ricordando che nessuno gode dell’”immunità morale”. “Non giudichiamo”, ha dichiarato ieri monsignor Crociata, “ognuno ha la sua coscienza”.

La vicenda è cominciata il 3 maggio con la richiesta di divorzio di Veronica Lario, un j’accuse in piena regola. La first lady italiana ha affermato che suo marito frequentava minorenni e ha descritto il berlusconismo come un sistema marcio, un “ciarpame senza pudore” nel quale, in cambio di un po’ di fama televisiva, “molti padri sono capaci di chiudere gli occhi ed offrire le proprie vergini al drago”.

L’uragano si è intensificato dopo la sentenza sul caso Mills, che dimostra l’implicazione di Berlusconi nella corruzione del “diabolico” - secondo il magistrato Gandus - avvocato britannico che fondò l’impero Fininvest B con una rete di paradisi fiscali. Berlusconi ha evitato la condanna grazie al cosiddetto Lodo Alfano - una legge approvata dal suo stesso Governo che garantisce l’immunità al primo ministro e che adesso è nelle mani della Corte Costituzionale - ed ha cambiato tema, sicuro che le urne legittimeranno ancora una volta la sua resistenza ai giudici.

Intanto si è complicata la telenovela di Noemi Letizia, la giovane napoletana aspirante velina. Nonostante il poco spazio che le televisioni, in gran parte controllate da Berlusconi, hanno dato al caso Noemi, la vicenda ha catturato l’attenzione degli italiani ed ora Berlusconi comincia a temere di perdere voti. Da giorni i suoi amici cercano di minimizzare i danni. Il leader della Lega nord, Umberto Bossi, sostiene che sia tutta una montatura. “I politici non hanno tempo per il sesso ed onestamente Berlusconi ha già una certa età. Vabbé che c’è il viagra, però ci credo poco”.

Veronica Lario segue la telenovela da lontano. Per bocca di alcune amiche, ha fatto sapere che non ha mai voluto accusare Noemi e la sua famiglia. “Non si tratta del caso Noemi”, ha detto citando Dario Fo, “ma si tratta di giudicare il comportamento di un uomo che è capo del Governo”. “Viviamo in un’epoca da bassissimo impero”, riassume Giancarlo Santalmassi, ex direttore di Radio 24. “La sentenza Mills dimostra che è un corruttore, il caso Noemi ci riporta all’ambiente della periferia napoletana”.

Berlusconi è furioso. Con le sue ministre, perché si sono chiuse in un silenzio di tomba. Con La Repubblica, perché ogni giorno segnala nuove contraddizioni tra la sua versione ed i fatti. Il padre della ragazza, Elio Letizia, che aveva promesso di non parlare, ha cercato di rispondere all’operaio ventiduenne Gino Flaminio, ex fidanzato di Noemi, che domenica ha accusato Berlusconi di aver “cambiato la testa” della ragazza.

Il professor Stefano Rodotà, eminente giurista, di ritorno a Roma dopo aver impartito una serie di conferenze nelle università di Washington e Bruxell, ha dichiarato “Ho provato vergogna. Le conversazioni sull’Italia girano tutte attorno alla sessualità de nostro anziano premier. Che paese è mai questo?”.
[Berlusconi ha in programma di pranzare oggi con il presidete spagnolo, José Luis Rodriguez Zapatero, il quale arriverà a Roma per assistere alla finale di Champlion's League].

[Articolo originale "Berlusconi prepara el contraataque" di MIGUEL MORA]


"Noi ispirati dalla sinistra? Ridicolo
Se è nei guai con le donne è una notizia"


l fotografo nega che siano in corso trattative per vendere le immagini
"Noemi c'era, ma io non l'ho riconosciuta. Però credo che nelle foto ci sia anche lei"

Zappadu vede gli avvocati e contrattacca
"Nessun ricatto, i miei scatti sono 41"

lunedì 1 giugno 2009

Neuköln

BADESCHIFF berlin


Badeschiff

Das BADESCHIFF ist das wohl außergewöhnlichste Bad Europas - ein schwimmender Pool in der Spree. Das BADESCHIFF selbst (also die Sommervariante und das ursprüngliche Bauwerk) wurde von AMP Architectos (Teneriffe) zusammen mit dem Architekten Gil Wilk und der Künstlerin Susanne Lorenz entwickelt, entworfen und gebaut. Bauherr: ARENA Berlin. Seit 2004 ist das Badeschiff einer der coolsten Treffpunkte der Stadt: Schwimmbad mit Open-Air-Bar, Konzert-Venue, Panoramablick und Szeneanschluss.

ÖFFNUNGSZEITEN
seit 1. Mai täglich geöffnet ab 8:00 Uhr - open end

Nel centro della citta' una piscina nel fiume principale di Berlino lo Spree.Variante estiva di una suauna progettata dall' architetto Gil Wilke l' artista Susanne Lorenz

Uno dei posti piu' cool della citta'!IMPERDIBILE! entrata 3 euro.

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Sehr geehrte Damen und Herren

signore e signori benvenuti